La complessità del senso
18 10 2017

K-19

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K-19: The Widowmaker
Kathryn Bigelow, 2002
Harrison Ford, Liam Neeson, Peter Sarsgaard, Joss Ackland, John Shrapnel

The Widowmaker, il fabbricatore di vedove. Lo chiamarono così. Fu il primo sommergibile atomico sovietico e durante la “guerra fredda” fece le sue vittime. Il 18 giugno 1961, alla data prevista, doveva assolutamente andare in mare. E ci andò. Il capitano Polenin (Neeson), che non aveva rispettato i tempi del collaudo, venne sostituito da Vostrikov (Ford), uomo dai nervi saldi. Il collaudo venne portato oltre i limiti,fino a che un reattore nucleare andò in avaria. A 400 km dalle coste americane, un’esplosione sarebbe stata troppo pericolosa. Realizzato con molto realismo, K-19, pur mantenendosi nel solco del film di guerra sottomarina, non offre la suspense della caccia al nemico. Il nemico è all’interno del sommergibile, nelle profondità dell’Artico. La morte in agguato è atomica, il pericolo sono le radiazioni; l’eroismo dei marinai è nel dare il corpo pur di salvare l’umanità. Politicamente corretto,come già “Strange Days” della stessa regista, il film mette a confronto le responsabilità di due uomini, Neeson e Ford, fedeli alla Marina e forti nel ricondurre il contrasto tra di loro al servizio del paese. Ed è per questo che la sofferenza dei marinai  non si perde in una dimensione psicologica, ma si fa epica.

 

Franco Pecori

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15 novembre 2002