La complessità del senso
20 11 2017

L’uomo del treno

film_luomodeltreno.jpg

L’homme du train

Patrice Leconte, 2002

Johnny Hallyday, Jean Rochefort, Edith Scob, Jean-François Stévenin

 

Il treno arriva alla sua stazione. Il destino è segnato. Ma prima c’è il film e il traguardo viene ritardato, la mente può sognare un’altra vita. E’ ciò che capita a Milan, l’uomo del treno, e a Manesquier, che lo ospita a casa sua. Soli e sconosciuti l’uno all’altro, si specchiano nei reciproci desideri segreti, nelle rispettive aspirazioni non confessate. Tutto in tre giorni, prima che il tempo finisca. Le grandi interpretazioni di due attori diversi e contrari, Hallyday e Rochefort, rendono profondamente verosimle l’incontro assurdo e paradossale. Un umorismo riflessivo, fatto di sottrazione di volgarità e di misurate allusioni, fa da binario invisibile per il crudele e commovente confronto di due sogni incrociati. Milan è arrivato per rapinare la banca del paese, Manasquier soffre le sue giornate di professore in pensione. L’uno amerebbe le pantofole dell’altro, l’altro le avventure del primo. Scoprono questa loro inversa identità poco a poco e divengono complici di una sovversione irrealizzabile se non nella fantasia. Tra tre giorni il professore dovrà essere operato alle coronarie. Tra tre giorni il rapinatore dovrà entrare in azione. Ma prima c’è il film.

 

Franco Pecori

Print Friendly

22 novembre 2002