La complessità del senso
24 09 2017

Tamara Drewe

Tamara Drewe
Stephen Frears, 2010
Fotografia Ben Davis
Gemma Arterton, Roger Allam, Bill Camp, Dominic Cooper, Luke Evans, Tamsin Greig, Charlotte Christie, Jessica Barden, John Bett, Josie Taylor, Bronagh Gallagher, Pippa Haywood.
Cannes 2010 fc.

Tratto dall’omonimo fumetto dell’inglese Posy Simmonds, il film non è un “fumetto” ma piuttosto la lettura di un fumetto (e di Via dalla pazza folla, il romanzo di Thomas Hardy da cui la graphic novel e il film di John Schlesinger, del 1967) ad opera di un regista di qualità superiore, avvezzo a marcare i suoi lavori di stili e forme di volta in volta assai diversi. Basti pensare, solo per parlare dei film più recenti di Frears, al contenuto impegnato di Piccoli affari sporchi (2002) e al drammatico The Queen (2006), “bilanciati” da due commedie di tono decisamente più leggero, come Lady Henderson presenta (2005) e  Chéri (2009). Questa volta Frears si diverte a dare corpo al personaggio di una ragazza di campagna, sgraziata per via del naso deforme, la quale trasferitasi a Londra con la famiglia, alla morte della madre torna al suo paese, Ewedown nel Dorset, intenzionata a vendere la vecchia casa. Pascolano d’attorno le mucche e soggiornano alcuni scrittori in una sorta di buen retiro gestito da Nicholas Hardiment (Allam) e dalla moglie Beth (Greig): «Tutto è biologico ma il prodotto di punta è la parola scritta». Tamara (Arterton) è ora una giornalista in ascesa, naso rifatto e shorts vertiginosi. La sua riapparizione agita un po’ tutti. Nicholas, in particolare, attempato autore di gialli e donnaiolo, si ricorda di avere respinto Tamara quando lei era ragazzina. Ma il punto centrale sarà, per la protagonista, la scelta tra il suo ex ragazzo, Andy (Evans), ora giardiniere, e la rock-star Ben Sergeant, di passaggio per un concerto in una manifestazione locale. Nemmeno l’americano Glen (Camp), studioso di letteratura, resta insensibile al fascino di Tamara. Frears gestisce con studiata “leggerezza” la miscela di campagna e scrittura, affidando la funzione di osservatorio critico alla presenza di due giovanissime “sognatrici”, Casey (Christie) e Jody (Barden), le quali commentano passo-passo il succedersi delle “novità”, traducendole appunto nel loro linguaggio fumettistico. Humor inglese a volontà.

Franco Pecori

Print Friendly

5 gennaio 2011