La complessità del senso
18 10 2017

Harry Potter e la camera dei segreti

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Harry Potter and the chamber of secrets

Chris Columbus, 2002

Daniel Radcliffe, Rupert Grint, Emma Watson, Kenneth Branagh,

Alan Rickman, Bonnie Wright. 

 

Fuga fantastica nel “Medioevo”. Harry, ragazzino infelice nella vita normale, si rifugia appena può nella scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, dove le sue doti straordinarie lo hanno reso famoso. E odiato. Da cui la serie di “prove” difficilissime da superare, come nella migliore tradizione favolistica. Il sentimento più diffuso è il terrore derivante da un mistero da risolvere e dai mezzi per risolverlo. Ma il ragazzo è bravo e merita le protezioni giuste che lo aiuteranno a farcela. Conoscere già la trama (42 i milioni di copie vendute nel mondo del libro da cui è tratto il film) non conta molto, giacché a prevalere sono le soluzioni fantastiche, “incorporate” in una tecnologia immaginifica, che bilancia il ritorno al passato con la spinta al futuro. La dimensione “interiore” della magia s’incontra (e si scontra) con l’apparato inventivo ultramoderno (digitale), che, per esempio, fa produrre ad ogni intervento delle bacchette magiche schianti sonori degni di guerre intergalattiche. Rispetto al primo, questo Potter è più “aggressivo”, forse perché ormai esprime con piena convinzione la fede nelle capacità protettive della magia.  

 

Franco Pecori

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6 dicembre 2002