La complessità del senso
24 11 2017

Cyrus

Cyrus
Jay e Mark Duplass, 2010
Fotografia Jas Shelton
John C. Reilly, Jonah Hill, Marisa Tomei, Catherine Keener, Matt Walsh, Kathy Ann Wittes, Jamie Donnelly, Tim Guinee, Steve Zissis, Diane Mizota, Katie Aselton, Charlie Brewer.
Locarno 2010, Piazza Grande.

Posto che di materia psicoanalitica ve ne può essere a partire da qualsiasi testo, ritagliato da qualsiasi situazione, quando il testo è un film e quando nella rappresentazione il riferimento a pertinenze analitiche è quasi-esplicito, il problema del regista è di non caricare le scene di valore scientifico e di restare quindi all’estetica. Il film in sé non ha proprietà curative. Potrà, se mai, essere preso a pretesto per racconti-altri, da elaborare in funzione psicoanalitica. Perciò il fatto che nel film non vediamo alcuno dei personaggi di Cyrus sottoporsi a terapia va a merito dei fratelli Duplass, autori nel 2008 dell’horror Baghead, passato al Festival di Roma – nel 2010 è uscita da noi la commedia di Lynn Shelton, Humpday-Un mercoledì da sballo, con Mark attore e consulente per la sceneggiatura -, i quali hanno saputo mantenere il lavoro nei confini della commedia. A questa definizione di genere contribuisce non poco il finale “buonista”, dove le cose vanno tutte a posto, anche un po’ forzosamente. Le “cose” consistono in un complesso (non complicato) intreccio sentimentale che coinvolge tre protagonisti a Los Angeles. John (Reilly, Chicago, The Aviator, Radio America) è un tipo incasinato, generoso e all’apparenza sempliciotto, sofferente ormai da sette anni per il divorzio dalla moglie Jamie (Keener, S1m0ne, The Interpreter, Truman Capote – A sangue freddo, Into The Wild). Proprio all’inizio del film, John riceve da Jamie la notizia che il distacco dovrà essere definitivo giacché lei ha deciso di risposarsi. È dispiaciuta per il suo ex e non trascurerà di assisterlo, al bisogno. Senza un attimo di tregua, il caso mette prontamente davanti all’uomo la donna che potrà colmare il vuoto di John. Molly (Tomei, Terapia d’urto, Onora il padre e la madre, The Wrestler) è simpatica e l’intesa con è subito buona, anche sessualmente. Ma c’è una sorpresa. Si chiama Cyrus (Hill, Cambia la tua vita con un click, 10 cose di noi, Funny People), 22 anni, sovrappeso, molto affezionato alla mamma che lo ha cresciuto coccolandolo in maniera esagerata. La mamma è Molly. Cyrus si rivelerà un ostacolo duro da superare, da entrambi i punti di vista, di John e di Molly. Le ragioni sono profonde, tanto che la storia dei tre sembra prendere una piega drammatica e “nera”. La regìa, specialmente nella parte centrale, si destreggia bene nei toni ambigui mettendoci in apprensione per le sorti anche fisiche dei personaggi. Ma le “cose” si sistemeranno. Se poi noi volessimo andare oltre il film, a discutere sulle conseguenze anche gravi che possono comportare gli “egoismi” esclusivi di una madre e di un figlio rispetto all’armonia di una famiglia aperta a nuove esperienze dopo un primo “capitolo” chiusosi non al meglio, resteranno le belle prove offerteci dagli interpreti di Cyrus, con la regìa dei Duplass, discreta e sensibile nei confronti del tema.

Franco Pecori

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10 dicembre 2010