La complessità del senso
20 09 2017

Tornando a casa per Natale

Hjem til Jul
Bent Hamer, 2010
Fotografia John Christian Rosenlund
Arianit Berisha, Sany Lesmeister, Nadja Soukup, Nina Zanjani, Igor Necemer, Trond Fausa Aurvåg, Fridtjov Såheim, Morten Ilseng Risnes, Sarah Bintu Sakor, Issaka Sawadogo, Joachim Calmeyer, Reidar Sørensen, Nina Andresen-Borud, Tomas Norström, Cecilie A. Mosli.
Toronto 2010, concorso. San Sebastian 2010, concorso: Bent Hamer sc.

Il ferroviere Odd Horten (Il mondo di Horten, 2009) “tornava a casa” per la pensione, dopo una vita di lavoro. Entravamo nel suo intimo, guardavamo intorno con i suoi occhi, le cose normali alludevano a una dimensione altra, un mondo dove non succedeva “niente” diventava una realtà piena di sorprese. Il norvegese Hamer (Kitchen Stories, 2003, Factotum, 2005) non ha saputo ripetere il miracolo O’Horten. Ha preferito affidarsi alla letteratura, attingendo ai racconti di Levi Henriksen (Only Soft Presents Under the Tree) per mettere insieme diverse situazioni che si compongono in un quadro natalizio un po’ dolciastro. La piccola città di Skogli fa da scenario per le storie “morali” di personaggi in cerca del proprio destino (e della coscienza di sé). Il filo conduttore è affidato al viaggio di un ex calciatore, Jordan (Sørensen), finito barbone, il quale per Natale vuole tornare a casa. La sua solitudine fa da referente, anche per contrasto, alla mozione degli affetti che caratterizza il tessuto narrativo. Frammenti di “umanità” estratti da alcune storie rappresentative compongono una trama metaforizzante, come per un pudico recupero di innocenza, in occasione della festa che celebra la Nascita. Per una nuova vita, per una speranza non impossibile. L’angoscia di un padre separato (e cacciato) che si veste da Babbo Natale per “rubare” un momento con i suoi figlioli, la vana speranza di una donna di avere tutto per sé l’uomo (sposato) che ama, il medico che ritrova il senso della vocazione aiutando a partorire un’albanese rifugiatasi col suo uomo in fuga dall’Est, il ragazzino di famiglia protestante che preferisce non-festeggiare con la compagna di classe musulmana: raccontini che fanno bene ai buoni. Il cinema di Hamer, però, resiste soltanto per alcuni minuti, sguardi e osservazioni iniziali che fanno sperare in una “continuazione” dell’Horten. Invece poi la penna prevale. «Buon Natale in ogni caso».

Franco Pecori

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3 dicembre 2010