La complessità del senso
22 09 2017

Gangs of New York

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Gangs of  New York
Martin Scorsese, 2002
Leonardo DiCaprio, Daniel Day-Lewis, Cameron Diaz, Jim Broadbent.

“Come se nessuno di noi fosse mai esistito”. Lo dice, sul finale, la voce narrante di Amsterdam (DiCaprio), il giovane protagonista. Le tracce dell’orribile nascita di New York, con la feroce lotta tra bande, sarebbero state cancellate e la metropoli sarebbe presto apparsa “come se nessuno…”. Del resto, quelle stesse brutali gang della metà ‘800 sembrarono non accorgersi del grande travaglio in cui erano immerse. Il loro chiodo fisso, mentre divampava la guerra civile, fu solo l’eliminazione dell’avversario per il dominio assoluto sulle strade. La brutalità degli scontri tribali fu pari all’insensatezza, tanto che Bill il Macellaio, capobanda dei “nativi”, esclama – lui che difende i propri soprusi armato di coltelli e asce: “La civiltà va a rotoli!”. E quando infine, nel sangue e nella distruzione totale, muore per mano del figlio di colui che egli stesso trucidò nella prima “battaglia”, dichiara, senza pudore, di morire “da americano”. Tratto da documenti storici, girato a Cinecittà, il film è molto spettacolare, a tratti eccessivo, forse a causa di qualche taglio sulla durata. Restano alcune sacche di mostruosità circense, che rischiano di distrarre dal senso del racconto.

Franco Pecori

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24 gennaio 2003