La complessità del senso
24 09 2017

Prova a prendermi

film_provaaprendermi.jpg

Catch me if you can

Steven Spielberg, 2002

 Leonardo Di Caprio, Tom Hanks, Christopher Walken, Nathalie Baye, James Brolin, Martin Sheen.

 

Con chi stare? Con Frank l’imbroglione, o con Carl l’agente Fbi che gli dà la caccia? Risposta semplice: stare dalla parte della storia, della storia vera da cui è tratta questa ennesima “fiaba” di Spielberg. Questa volta non si tratta di meraviglie della tecnologia, ma il “motore” che muove l’azione è forse anche più sofisticato. L’intelligenza di Frank Abbagnale (Di Caprio) non è artificiale e non sappiamo se l’infernale meccanismo di “Minority Report” sarebbe utile alle indagini di Carl Hanratty (Hanks). Pilota, medico, avvocato: tutti ruoli falsi. Frank eredita dal padre l’irresistibile istanza di tuffarsi nella vita indossando maschere fittizie, al fine di ricavarne agio, ricchezza e, soprattutto, segreta gloria. Si parte da una storia realmente accaduta (anni ’60), ma Spielberg sa donare alla “verità” dei fatti una tale pregnanza di senso che alla fine il mondo falso sembra proprio quello “reale”. Bravo Di Caprio nel ruolo alquanto impegnativo, per i risvolti anche negativi del personaggio. E bravissimo Hanks nel costruire una dimensione riflessiva nei panni dell’agente indagatore, il quale sembra anche indicarci una possibile lettura profondamente sociologica.

Franco Pecori

Print Friendly

31 gennaio 2003