La complessità del senso
25 09 2017

Il fiore del male

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La fleur du mal

Claude Chabrol, 2003

Nathalie Baye, Benoit Magimel, Suzanne Flon, Bernard Le Coq,

Mélanie Doutey, Thomas Chabrol.

 

Un grande Chabrol. L’autore francese indaga ancora sulla provincia del suo Paese e più specificamente sulla borghesia, questa volta con una storia ambientata nella regione di Bordeaux. Tutto fila liscio come olio e tutto è orribile. Senza accorgersene, si passa dalla commedia all’incubo, in un sommesso quanto inquietante crescendo di nefandezze, non esibite ma rivelate come in un flash della mente. Inutile accennare al racconto, integrato nello stile di Chabrol, regista che pratica un “noir” raffinato e complesso. Nel tessuto della vicenda, i punti di vista sembrano equivalere. Il “reato” è nascosto e non è semplice da valutare; può riguardare, al di là della legge, i drammi interiori dei personaggi, i loro segreti, le loro velenose ipocrisie. L’ “allegra tragedia greca”, così Chabrol definisce il film, riguarda le colpe (ma chi è il colpevole?) di due  famiglie che, da generazioni, cambiano restando uguali nelle loro sottili perversioni. E il malessere, dietro i volti normalmente “distesi”, si diffonde nell’ambiente, nelle azioni politiche in quelle private, finché il disgusto non induce l’anziana zia Lina a portare a termine il suo processo intimo. Ma non è pentimento. E’ comunque delitto.

Franco Pecori

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14 febbraio 2003