La complessità del senso
23 11 2017

Sweet Sixteen

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Sweet Sixteen

Ken Loach, 2002

Martin Compston, Michelle Coulter, Annmmarie Fulton, William Ruane, Gary McCormack.

 

Non saranno dolci i 16 anni di Liam, ragazzo di Greenock, Scozia. Il fiume sì, è dolce, il panorama della città, vicino a Glasgow, è gradevole, ma contrasta con l’aspra adolescenza del ragazzo. Sua madre uscirà dal carcere proprio nel giorno del suo sedicesimo compleanno e Liam vuole farle la grande sorpresa: una casa normale, tutta per lei e, magari, per Chantelle, la sorella più grande col suo bambino; una casa dove non troverà posto Stan, l’uomo che con la droga ha rovinato la donna e tutta la famiglia. Ma il sogno di Liam costa molto caro.  Premiata a Cannes, la sceneggiatura di Paul Laverty, al quarto film con Loach, traccia spietatamente un solco sulla pelle viva di Liam, senza cercare zucchero che attenui l’amarezza della storia molto realistica, storia di disoccupazione, di droga, di violenza, di disperata sopravvivenza. Eppure, anche per merito dello straordinario protagonista (l’esordiente Martin Compston), Loach riesce a coniugare la durezza delle situazioni con il profondo bisogno di amore, di comprensione, di giustizia, che spinge Liam, paradossalmente, verso il precipizio irreversibile. La legge degli spacciatori, senza l’aiuto della società, si rivelerà troppo più forte.

Franco Pecori

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21 febbraio 2003