La complessità del senso
20 11 2017

Chicago

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Chicago
Rob Marshall, 2002
Renée Zellweger, Catherine Zeta-Jones, Richard Gere, Queen Latifah, John C. Reilly, Kucy Liu.

“E’ come un circo, i processi sono solo uno spettacolo, basta far tanto scalpore e nessuno capirà”. Per essere la filosofia di un musical, non c’è male! Eppure, è proprio questa l’idea-guida, riassunta esplicitamente nel finale, che muove il racconto, supportata e anzi ben integrata nella musica jazz. Siamo nella Chicago fine anni ’20 e il regista è rispettoso del sound dell’epoca, sicché il film è anche una buona occasione per verificare l’assoluto valore di una musica che tanto ha stentato a venir considerata assoluta. La forma musicale, paradossalmente,  rafforza il carattere “impegnato” del film. Non per niente, si dice “gliene ha cantate quattro”, per significare che qualcuno ha spiattellato la verità in faccia a qualcun altro. Bravissimi tutti i protagonisti (particolarmente la Zellweger) a ballare e cantare, pieno e piacevole il ritmo, mai un momento di stanca. La storia di un processo, in cui il virtuosismo del difensore traforma in innocente la cliente assassina, costruendole addosso una mitologia spettacolare e dandola in pasto a radio e giornali, colpisce per il carattere attuale. Un bel ritorno del genere “musical”. Sullo sfondo, Fred e Ginger se la spassano.

Franco Pecori

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21 febbraio 2003