La complessità del senso
23 11 2017

Ebbro di donne e di pittura

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Chihwaseon

Kwon-Taek Im, 2002

Sung-Ki Ahn, Min-Sik Choi, Sung-Nyu Kim, Yeo-Jin Kim,

Ho-Jeong You.

Cannes 2002: Kwon-Tark Im (re)

 

Premio miglior regia a Cannes 2002, il film coreano racconta la vita del grande pittore Jang Seung-ub. Ma non è un film “biografico”. Intanto, il rigore con cui la vicenda dell’artista viene mantenuta nel contesto storico: dal 1850 al 1897, gli anni della Corea in declino, il re, i riformisti, la rivolta contadina, i cinesi. E in questo quadro il tema della libertà dell’arte, non come dato bensì come necessità dell’artista, un grande artista di umili origini, che non rinuncia alla ricerca e al cambiamento, contro la morsa e l’asservimento del “realismo”. L’incompatibilità tra arte e potere è espressa dal regista con una meticolosa e appassionata attenzione al corpo e allo spirito del protagonista, lottatore “romantico” e insieme “moderno” contro le convenzioni dell’immaginario: “Nei miei dipinti – dice – la gente trova ciò che si aspetta di trovare e così resto prigioniero”. La paura di tale prigionia fa fuggire Jang dalle lusinghe dei potenti, nel continuo inseguimento della propria libertà. Le immagini, bellissime, non sono un semplice “abbellimento” della storia, ma ne costituiscono la sostanza estetica. Tanto che Jung Il-Sung, direttore della fotografia, può essere considerato come vero coautore del film.

Franco Pecori

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28 marzo 2003