La complessità del senso
17 12 2017

Pollock

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Pollock

Ed Harris, 2000

Ed Harris, Marcia Harden, Hart Benton, Tom Bower, Jennifer Connelly, Bud Cort, John Heard, Val Kilmer, Robert Knott, Amy Madigan, Stephanie Saymour, Jeffrey Tambor.

Oscar: Marcia Harden (atrnp)

 

Jackson Pollock (1912-1956) fu un grande pittore, facile e difficile. Partito dal Surrealismo, approdò ad un espressionismo informale, la cui carica d’avanguardia gli portò incomprensioni e gloria, fino all’approdo drammatico dell’incidente/suicidio. Vita romantica la sua, come poteva essere nella New York del “Village”. Il film di Harris, il primo da regista, ha però il merito di mantenere l’equilibrio tra biografia e critica d’arte. Il problema estetico resta sempre centrale. La pittura di Pollock è un urlo necessario, che sfonda il muro delle convenzioni letterarie sulla “modernità” dell’arte, negando provocatoriamente la casualità del gesto artistico. Nessun segno, anche il più “informale” può essere “semplice” frutto del caso. E il senso che ne deriva porterà necessariamente con sé la complessità del mondo in cui nasce. E’ questo, al di là della storia con i mercanti d’arte e con gli affetti quotidiani, il messaggio dell’artista, messaggio ancora da cogliere, nonostante e/o proprio a causa dell’invasione del post-modernismo. Perfetta lezione di Harris, che, da regista, mette in gioco il suo stesso corpo d’attore.

Franco Pecori

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16 maggio 2003