La complessità del senso
21 09 2017

My name is Tanino

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My name is Tanino

Paolo Virzì, 2003

Corrado Fortuna, Rachel McAdams, Frank Crudele, Jessica De Marco, Mary Long.

 

Sbalordito dalla meraviglia del cinema, così sembra, Virzì sgrana gli occhioni di Corrado Fortuna e raccoglie frutti appena maturi, qualcuno ancora un po’ acerbo, utilizzando l’occhio della piccola videocamera che resta a Tanino dal fugace incontro con la ragazza americana nel suo paesino in Sicilia. E’ il senso di freschezza che viene da questa sorta di lettera illustrata, una e-mail inviata dal giovane Tanino da New York al suo amico Giuseppe, rimasto a casa. E’ uno strano “sogno americano”, moderno e antico, ingenuo, rivelatore. Nella mente di Tanino, la “confusione” delle informazioni e delle impressioni deriva, si desume dalla lettera, dall’ immaginario di origine. Stereotipi culturali e voglia di novità radicali producono un linguaggio misto, sostanzioso, ben al di là del pittoresco. Il linguaggio “stentato” del ragazzo, che non riesce a tradurre i disagi nei confronti della diversa realtà, finisce nel consistere nella vera e propria denuncia, piena di umorismo e di sarcasmo, di una sostanziale e profonda incomunicabilità. Rivelatrici le sequenze della visita alla famiglia americana della ragazza e dell’incontro con il “mitico” filmaker d’avanguardia. Due autentici smascheramenti.

Franco Pecori

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30 maggio 2003