La complessità del senso
19 09 2017

Mammuth

film_mammuthMammuth
Benoît Delépine, Gustave Kervern, 2010
Fotografia Hugues Poulain
Gérard Depardieu, Yolande Moreau, Isabelle Adjani, Benoît Poelvoorde, Miss Ming, Serge Larievier, Blutch, Philippe Nahon, Bouli Lanners, Anna Mouglalis, Albert Delpy, Dick Annegarn, Bernard Geoffrey, Paulo Anarkao.
Berlino 2010, concorso.

La coppia di registi francesi Delépine & Kervern continua con sarcasmo divertente a cogliere nel contesto attuale le contraddizioni stridenti che la realtà quotidiana lascia emergere quasi automaticamente, sol che si voglia osservarle con curiosità e con senso critico. Dopo Louise-Michel (2008, storia di una ribellione di operaie alla chiusura della fabbrica) entra in scena un voluminoso Depardieu e dà sostanza con l’arte – staremmo per dire – del proprio corpo a questo Mammuth ancora più spiccatamente feroce e insieme malinconico. Stilisticamente – e la forma coincide qui più che mai con la presenza dell’attore – il film esibisce un contrasto non meno acuto di quello sostanziato dal contenuto. Mentre la cinepresa, a volte anche spasmodicamente, cerca la “verità” (macchina a mano, formati ridotti, immagine sgranata), la commedia, procedendo sul filo dell’assurdo, rende astratte le situazioni più “normali”. E tutto questo avviene per la consapevolezza con cui gli autori intendono recuperare al cinema l’importanza di alcuni elementi differenzianti, non ultimo il sonoro. Mammuth è la vecchia moto che il protagonista riutilizza dopo tanto tempo, resuscitandola con gioia nel viaggio alla ricerca della… pensione perduta. E Mammuth è anche il soprannome con cui lo stesso personaggio porta in giro il suo testone capelluto, il suo pancione, la sua indole bonaria e introversa. Ha lavorato per una vita senza mai assentarsi dalla macelleria dov’era operaio. Giunto a 60 anni, va in pensione e si accorge che gli mancano i contributi dei primi lavori. La moglie Catherine (Moreau) gli ordina di andare a recuperarli. Sarà una serie di incontri al limite del comico perché la personalità di Mammuth si dimostra del tutto disadatta ai rapporti e alle regole di comportamento usuali. Quasi tutto ciò che egli fa rende strano il comportamento degli altri. Tanto che l’obbiettivo della pensione finisce per essere sempre più lontano e Mammuth prenderà coscienza di poterne perfino fare a meno. Seguirà il consiglio di Yasmine (Adjani), fantasma del suo primo amore morta in un incidente  di moto, che gli appare spesso e gli dice: «Rimani te stesso, sono loro i coglioni».

Franco Pecori

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29 ottobre 2010