La complessità del senso
23 09 2017

Non aprite quella porta

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The Texas chainsaw massacre

Marcus Nispel, 2003

Eric Balfour, Jessica Biel, Erica Leerhsen, Jonathan Tucker, Mike Vogel.

 

Rifare: è il verbo che ultimamente sembra avere maggiore necessità d’uso, in molti campi e specie nel cinema. Rifare un genere o un film già fatto, o citarlo, imitarlo, riproporne lo spirito con uno stile diverso sembra gratificante a molti “autori”. E’ il trionfo del manierismo. A volte con risultati da non buttar via, ché, se non altro, aiutano a prender coscienza del senso comunque culturale del “dire” (e del ri-dire e del ri-leggere). La famiglia, ad esempio. La famiglia e l’orrore. La storia “vera” di una famiglia di “cannibali”, nel Texas più oscuro e violento, l’aveva raccontata, nel 1974, Tobe Hooper, in un horror memorabile per orripilanza. Ora Nispel riprende il filo con la perfetta consapevolezza di operare un rifacimento a distanza “storica”. E l’horror, in quanto genere in sé esasperato e quindi fortemente dedito alla “finzione”, si presta bene all’invito alla fruizione distaccata. Ragazzi in gita, ferri vecchi e cadaveri a pezzi, massacri con motosega, tutto è chiuso in un pacco regalo che non trasmette violenza nonostante il “raccapriccio”. Fa pensare, se mai, a quella famiglia di “brava gente”.

Franco Pecori

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28 novembre 2003