La complessità del senso
16 10 2017

La Passione di Cristo

film_lapassionedicristo.jpgThe Passion of the Christ
Mel Gibson, 2003
Fotografia Caleb  Deschanel
James Caviezel, Maia Morgenstern, Monica Bellucci, Mattia Sbragia, Hristo Naumov Shopov, Claudia Gerini, Luca Lionello, Hristo Jivkov, Rosalinda Celentano, Sabrina Impacciatore, Francesco De Vito,
Toni Bertorelli, Sergio Rubini.

Pervenuto a Cristo, Gibson non dimentica Braveheart. E lo spettacolo è talmente “esagerato” che la mente dello spettatore salta, per analogia, al massimo del virtuale, a Matrix. Così, schianti di spade medievali si uniscono a futuribili Revolutions, in una sorta di aggiornamento dell’immaginario, che possa far fronte all’effetto sado/maso irrealistico, di quel corpo di Cristo torturato all’infinito, da cui sgorga il sangue di cento uomini. Gibson, che ha definito «naturalistico» lo stile del Vangelo di Pasolini, si impegna in un fantastico paradosso dell’autenticità, col recupero filologico di aramaico e latino, alla ricerca della “vera” rappresentazione della sofferenza, còlta all’estremo del “vivo”. E il sacrificio di Cristo diventa mostruoso, sullo schermo e sul set. Le lunghe ore al trucco, per rendere “vere” le ferite del flagello, producono a Caviezel vesciche che non lo fanno dormire. Più credibile, nel contesto, il volto di Satana (Rosalinda Celentano), che fa capolino, quasi musicista New Age, sbucato da una schermata del Web per un trionfo notturno.

Franco Pecori

 

 


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7 aprile 2004