La complessità del senso
22 11 2017

Le conseguenze dell’amore

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Le conseguenze dell’amore

Paolo Sorrentino, 2004

Toni Servillo, Adriano Giannini, Angela Goodwin, Olivia Magnani,

Raffaele Pisu.

David Donatello: Film, Paolo Sorrentino (re, sc), Toni Servillo (at), Luca Bigazzi (foto).

 

Nel mistero risiede la violenza, non viceversa. E il mistero si nutre di rinuncia. Più che un film sulla mafia, “Le conseguenze” di Sorrentino, unico italiano a Cannes 2004, risulta essere un’indagine circospetta sul non-vissuto di Titta Di Girolamo (Servillo), meridionale in Svizzera, obbligato, per un errore commesso in passato, a riciclare denaro sporco e restare “progioniero” di una camera d’albergo. Ma non è una “semplice” storia di mafia. Il legame è interno, misterioso. Tutto è preciso in Svizzera, tutto in ordine nella mente di Titta. Misura gesti e parole in un continuo “addio” alla vita. Ma dentro preme l’ansia di un “disordine”, di un no alla rinuncia. Cova una violenza. Titta deve trovare il modo di arrivare in fondo al paradosso. In un appunto scrive: “Non sottovalutare le conseguenze dell’amore”. L’ “attacco” sentimentale lo colpisce all’improvviso e risolve il grumo. Decisiva una ragazza dell’albergo (brava Magnani, nipote di Anna). Peccato che, nel finale, l'”intreccio” mafioso esiga uno spazio non richiesto, “realistico”. Ci costringe a tornare indietro, all’ osservazione maniacale della “realtà”.

Franco Pecori

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24 settembre 2004