La complessità del senso
19 11 2017

Collateral

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Collateral

Michael Mann, 2004

Tom Cruise, Jamie Foxx, Jada Pinkett Smith, Mark Ruffalo, Peter Berg.

 

Passato a Venezia, fuori concorso. Si vede subito, dalla prima sequenza, che Vincent (Cruise) è uno deciso: sguardo dritto, passo veloce, incontra un “passante” che gli dà una borsa. Dentro c’è l’elenco di 5 “testimoni” in un’inchiesta sul narcotraffico. Da eliminare. Vincent prende un taxi. Il giallo si evolve in un’avventura tragica, in cui progressivamente rimane coinvolto Max, il tassista part-time (Foxx), la cui vita viene sconvolta, mentre scopriamo una Los Angeles notturna, cruda, violenta, indifferente, spietata. Non manca il consueto conflitto tra polizia ed Fbi. Molto coinvolgenti le sequenze di “spostamento” nelle zone della metropoli e tecnicamente evolute le scene dei delitti, specie tra la folla dei locali pubblici. Ma Mann vuole andare oltre il puro meccanismo e “approfondisce” i caratteri, sia del killer professionista sia di Max. I due si aprono man mano ad una forma di autocoscienza, fino a sfiorare la filosofia, una sorta di esistenzialismo attualizzato, che tiene anche conto del cinema noir classico.

Franco Pecori

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15 ottobre 2004