La complessità del senso
19 09 2017

The Twilight Saga: Eclipse

film_thetwilightsagaeclipseThe Twilight Saga: Eclipse
David Slade, 2010
Fotografia Javier  Aguirresarobe
Kristen Stewart, Robert Pattinson, Taylor Lautner, Billy Burke, Bryce Dallas Howard, Dakota Fanning, Ashley Greene, Jackson Rathbone, Nikki Reed, Kellan Lutz, Elizabeth Reaser, Peter Facinelli, Gil Birmingham, Catalina Sandino Moreno, Christian Serratos, Justin Chon.

È un tormento che non riusciamo a fare nostro. O forse non è un tormento. Sembrerebbe romanticismo, magari di serie B, ma no: lei ci tiene a dire a lui che la sua idea di matrimonio è ultrasorpassata (lui viene da un’epoca diversa). Nella terza puntata del “crepuscolare” racconto dal romanzo di Stephenie Meye, la ragazzina Bella/Stewart continua ad insistere con il giovane più grande di lei (sulla trentina), Edward/Pattinson: sarà la sua compagna per sempre (eternità), è una decisione che va presa “prima del diploma” (il college è di quelli perbene), prima della svolta fondamentale della vita («ci si diploma una volta sola»). E prima del matrimonio, poiché per Edward le nozze regolari sono la condizione per “trasformare” Bella; e la ragazzina vergine – il papà poliziotto non è indifferente alla notizia che la sua bambina sia ancora non deflorata nonostante le assidue cure rivolte verso di lei da un vampiro e da un lupacchiotto (licantropo) – non vuole perdersi l’esperienza dell’amore “a caldo”, mentre cioè il suo corpo è ancora in grado di avvertire certe sensazioni. Poi tutto sarà come adesso è già per il suo amato vampiro Edward. E il lupacchiotto? Jacob/Lautner – bella muscolatura – vuole Bella certamente con più “energia”, ma non ha la “freddezza” (maturità) del rivale e soprattutto, almeno per il momento, non può permettersi le promesse “senza tempo” che invece rappresentano il plus vampiresco. Tuttavia la scelta di Bella non è facilissima, se pensate che i due innamorati arrivano a unirsi nella lotta contro una certa Victoria/Howard (che non vince) e contro i cattivissimi vampiri di ultima generazione, Neonati destinati a perdere. La verità è che, al di là delle fantasiose e ormai esteticamente poco attraenti rappresentazioni “horror”, il contrasto insanabile in quanto dialettico sta nell’opposizione caldo-freddo. Il caldo piacerebbe di più ma è destinato a consumarsi, il freddo è eterno ma equivale alla morte. Si può vivere una vita/morte? Sembrerebbe che almeno una ragazzina, oggi, venga attratta dall’ipotesi. Del resto, la freddezza del vampiro non è comunque del tutto separata da un qualche filo di luce. Twilight. Sempre meglio che prendersi tutte le rogne di una vita en plein air? Più che un tormento, avvertiamo un sottile rischio di perversione.

Franco Pecori

Print Friendly

30 giugno 2010