La complessità del senso
22 09 2017

Ragazzi miei

film_ragazzimieiThe Boys Are Back
Scott Hicks, 2009
Fotografia Greg Fraser
Clive Owen, Nicholas McAnulty, George MacKay, Emma Booth, Llaura Fraser, Julia Blake, Chris Haywood, Erik Thomson, Natasha Little, Emma Lung, Steven Robertson.

La seconda moglie di Joe (Owen) muore di cancro e lascia all’uomo il compito non facile di crescere Artie (McAnulty), il loro figlio di 6 anni. Joe, ancora giovane e molto preso dalla professione di giornalista sportivo, affronta la situazione con molto dolore ma senza troppi complessi. Col suo piccolo si scatena in un menage ultradisinvolto. Il disordine invade la casa e non è certo contenta la suocera, la quale appunto lo avverte che, per gestire una famiglia e per educare i figli ci vogliono «struttura, abitudini, sicurezza». E invece, sul frigo di Joe c’è un cartello che suona pedagogicamente alquanto provocatorio. Dice: «Basta dire di sì». Artie è un bambino sensibile e intelligente, ha i numeri per trattare col padre da pari a pari, gli trasmette la spensieratezza giocosa che forse non aveva conosciuto prima e però divide con lui anche la sofferenza per la mancanza della donna che li ha lasciati. Si profila la crisi. Come se non bastasse, Joe sente la nostalgia di Harry  (MacKay) , il primogenito avuto con la prima moglie. Lo chiama, lo incontra, lo invita a stare con sé e con Artie. Il ragazzo è nell’adolescenza e chiede esplicitamente un chiarimento al padre, dal quale si è sentito abbandonato. Per risolvere la complessa situazione ci vorrebbe la bachetta magica. E la magia arriva sottoforma di una simpatica biondina (Little), madre di una bimba e separata dal marito. Come finirà? Non state in pensiero, il film è targato Disney e l’attore protagonista partecipa anche in veste di produttore esecutivo. Owen sembra molto convinto nella parte di padre in sofferenza e anche capace di reagire con una buona dose di ottimismo alle sventure che gli capitano, occasioni molto “moderne” per una revisione culturale circa il modo di concepire la famiglia oggi senza abbandonare i sani princìpi della tradizione. Il film è ambientato in Australia, ma i personagi potrebbe vivere ovunque, almeno nel mondo occidentale. Il regista Hicks (Shine, Sapori e dissapori) non si scompone di fronte alle difficoltà del contenuto e mantiene lubrificata la macchina, evitando la noia del didascalismo incombente e puntando sulla simpatia degli attori, grandi e piccini.

Franco Pecori

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25 giugno 2010