La complessità del senso
17 12 2017

Million dollar baby

film_milliondollarbaby.jpgMillion dollar baby

Clint Eastwood, 2005

Clint Eastwood, Hilary Swank, Morgan Freeman, Jay Baruchel.

Oscar: film, Clint Eastwood (re), Hilary Swank (atr), Morgan Freeman (atnp). David Donatello: film str.

 

Continua la mirabile progressione di Eastwood verso l’intensità dei sentimenti e verso la maturità della visione del mondo, sostenuta da uno stile, ormai compiuto, che produce senso mentre dal senso trae forza estetica, al di là dei generi cui si ispira. Qui la coppia di vecchi pugili (lui e Freeman) non tragga in inganno. Si va ben oltre il solito film del boxeur “vissuto”, con un’ultima storia da raccontare. Freeman non è solo un’ottima “spalla”, è lo “sguardo” stesso del racconto, amaro e tenero, drammatico e spiritoso, dolorosamente necessario. Come in “Mystic River”, sofferenze nascoste, forse pene non espiate, pesano sulla vita dei protagonisti. C’è una figlia, in fondo all’anima di Frankie, che lo fa vivere sulla difensiva: “proteggere se stessi” è il suo motto, non solo per il ring. E la ragazza, che lo supplica di allenarla, lui la sente come una cupa minaccia. Infatti, Maggie (ottima Swank) si porta dietro una storia dura. Arriverà fino al match per il titolo, ma pagherà un prezzo molto più alto della “borsa” incassata. Il finale proietta sul film l’ombra tragica di un tema che invita alla discussione e che non riveliamo.

 

Franco Pecori

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18 febbraio 2005