La complessità del senso
26 09 2017

The Road

film_theroadThe Road
John Hillcoat, 2009
Javier Aguirresarobe
Viggo Mortensen, Kodi Smit-Mcphee, Charlize Theron, Guy Pearce, Robert Duvall, Molly Parker, Michael K. Williams, Garret Dillahunt, Brenna Roth, Jeremy Ambler.
Venezia 2009, concorso.

Il mondo lentamente muore. Nessun animale sopravvissuto, sparite le coltivazioni. Strade popolate da profughi e bande di armati in cerca di carburante e cibo. Il cannibalismo è la grande paura. «Papà!» «È tutto ok, è solo un altro terremoto». Padre (Mortensen) e figlio (Smit-Mcphee), sopravvissuti alla catastrofe – probabilmente ambientale, non sappiamo – vanno verso il Sud spingendo un carrello di supermercato. Il mondo è grigio, la desolazione spinge al suicidio. È stata, tra le tante, anche la sorte del personaggio interpretato da Charlize Theron. La donna ha preferito lasciare marito e figlio al loro destino: «Morì da qualche parte nell’oscurità. Non ci sono altre storie da raccontare». Quello che una volta non era “un paese per vecchi” ora non è più un paese. Dallo stesso autore  (Cormac McCarthy) del romanzo tradotto in cinema da Ethan e Joel Coen ora il regista australiano Hillcoat (La proposta, 2005) prende il libro premiato con il Pulitzer nel 2006. Ma Hillcoat non si chiama Coen e non ha lo sguardo spietato e sarcastico dei due geniali fratelli. In The Road l’armamentario catastrofico è dispiegato con stretta diligenza, le atmosfere sono giuste (orribili, ansiogene, cupe e a volte oscure), il mix di desolazione universale e di disperazione interiore trova adeguata misura nel rapporto affettuoso e discretamente intimo di padre e figlio, impegnati nella lotta per la sopravvivenza. Ma non c’è progressione né catarsi. C’è piuttosto una serie  di flash, poco efficace sul lato emozionale, in cui con cadenza regolare Mortensen “vede” riapparire la moglie in scene di vita vissuta. Rimane la grande sofferenza, male riscattata da un finale alquanto posticcio e simbolico. Arrivati finalmente in vista dell’Oceano, accolti da un mare che ha per sempre perduto il suo colore blu, padre e figlio non possono più restare insieme. L’uomo, sfinito e ferito, muore e lascia solo il bambino. Tutto sembra perduto, ma ecco spuntare un uomo. «Tu sei dei buoni?», gli chiede il piccolo, «Hai il fuoco dentro?». E spunta tutta la famiglia, moglie, due figli e perfino il cane. Bravi gli interpreti.

Franco Pecori

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28 maggio 2010