La complessità del senso
20 11 2017

Sin City

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Sin City

Frank Miller, Robert Rodriguez, Quentin Tarantino, 2005

Mickey Rourke, Elijah Wood, Clive, Owen, Rosario Dawson,

Britanny Murphy, Benicio Del Toro, Devon Aoki, Michael Clarke Duncan, Bruce Willis, Jessica Alba, Nick Stahl.

 

I duri di Sin City non sono supereoi. La città è maledettamente perversa, violenta e priva di una direzione morale. E’ un inferno dove il “valore”, anche fisico, dei singoli, vive una sua vita insensata. E i singoli si trascinano, giorno e notte, in una sofferenza disumana, che ispira compassione. Portare sullo schermo il fumetto di Frank Miller è stata una botta geniale. Non per nulla Tarantino ha voluto mettere nel film anche la sua firma di Special Guest Director. “Cin City” è paragonabile, per incidenza innovativa, alla svolta di “Pulp Fiction”. Qui è risolto brillantemente l’antico problema della scansione grafica del fumetto, che al cinema viene meno, con conseguenze decisive sul senso dell’opera. Voce fuoricampo e battute dirette dei personaggi intessono uno spazio-tempo di riflessione, che rende plausibile l’ironia e verosimile la “lettura” critica dello spettatore. Il resto è dato dalla cadenza inesorabile delle sequenze e dalla scenografia-incubo, “vera” e paradossale.

Franco Pecori

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1 giugno 2005