La complessità del senso
22 09 2017

Good night, and good luck

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Good night, and good luck

George Clooney, 2005

David Strathairn, Alex Borstein, Robert John Burke, David Christian, Patricia Clarkson, George Clooney, Jeff Daniels

Venezia: David Strathairn (at), George Clooney, Grant Heslo (sc).

 

Impegnato. Non tanto nel giudizio negativo, piuttosto scontato ormai, sull’operato di Joseph McCarthy, contro i comunisti, veri o presunti, di cui si occupò negli anni ’50 il Comitato parlamentare per le Attività Antiamericane, presieduto appunto dal senatore del Wisconsin; quanto per la capacità di Clooney di dare vita scenica al suo “film-inchiesta”, con una regia sobria e insieme emozionante. L’ansia che nei momenti di maggiore tensione coglie lo spettatore ne è la prova. Siamo nel 1953, primi anni della Tv. “Good night, and good luck” è la formula con cui l’anchorman Edward R.Murrow (grande prova di Strathairn) saluta i telespettatori alla fine di ogni trasmissione. La redazione della Cbs non si ferma davanti ad alcuna pressione. Si può immaginare la tensione che Murrow e i suoi colleghi provano al momento di andare in onda. Ed è appunto la suspence che Clooney fa arrivare fino a noi, restituendo all’argomento il palpito di un’attualità che va oltre il tema “storico” dell’anticomunismo. Ricordiamo che Clooney, qui alla seconda regia, aveva esordito con “Confessioni di una mente pericolosa”, altro film di argomento mass-mediologico.

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16 settembre 2005