La complessità del senso
25 09 2017

Draquila – L’Italia che trema

film_draquilalitaliachetremaDraquila – L’Italia che trema
Sabina Guzzanti, 2010
Fotografia Mario Amura, Clarissa Cappellani
Documentario
Cannes 2010, fc.

Il documentario della Guzzanti, adatto per forma al mezzo televisivo e passato invece nella distribuzione cinematografica e addirittura al festival di Cannes, dimostra già per questo “smistamento” la consistenza del pesante conflitto di cui soffre in Italia il sistema dei mass media. Un secondo, non secondario, aspetto del film-denuncia riguarda la logica imprenditoriale che va dalle origini del Berlusconi progettista e costruttore di New Town (Milano 2) agli ultimi esiti del governo-impresa dell’attuale premier, esiti verificati sul campo attraverso il film-inchiesta che mostra/dimostra, in una sintesi anche estetica coerente, l’imperversare di un disegno ormai trasparente, di una finalità interna che travalica l’interesse soggettivo per riguardare il destino di una cultura, di una politica. Il campo scelto dalla regista è L’Aquila e il sisma del 6 aprile 2009, da cui la città medievale venne distrutta (308 furono le vittime). Le conseguenze di quel disastro si misurano oggi, anche al di là dei danni materiali, sulla portata morale delle responsabilità di quanti, premier in testa, hanno tracciato la via organizzativa del post-terremoto. Secondo il filo logico della Guzzanti, proprio gli intenti e i mezzi imprenditoriali originari del Berlusconi “milanese” si possono confrontare con l’attuazione-lampo del piano casa per L’Aquila. Man mano che il documentario procede, emerge un’impressionante coerenza tra sistema delle ordinanze, con cui viene regolata l’attività della nuova Protezione Civile, e obbiettiva equiparazione di pubblico e privato nella concreta definizione dell’emergenza. In parallelo, l’economia italiana viene inquinata dalla presenza della criminalità organizzata. Il sistema è tenuto insieme, come sembra dalle ultime risultanze scandalose, da una corruzione sempre più estesa, che tende ad occupare i nodi operativi della società. E allora è un altro il terremoto che fa paura, è un terremoto che può far tremare non solo una città ma il Paese intero. È la minaccia di un vampiro assetato di nutrimenti ulteriori. Il carattere saliente di Draquila – L’Italia che trema – qui è il merito specifico della regista – non è tanto nel bagaglio informativo delle testimonianze che pur compongono un quadro equilibrato della situazione aquilana/italiana col supporto di dati e di materiali obbiettivi; il merito del film è soprattutto di trasmettere, per via artistica, attraverso le immagini e i toni delle persone che intervengono – sia gli entusiasti degli aiuti ricevuti sia i critici e gli scontenti -, il senso di un incubo incombente, di un malessere diffuso difficile da curare.

Franco Pecori

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7 maggio 2010