La complessità del senso
18 10 2017

La seconda notte di nozze

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La seconda notte di nozze

Pupi Avati, 2005

Antonio Albanese, Neri Marcorè, Katia Ricciarelli, Angela Luce, Marisa Merlini.

 

Ma che mascalzone quel Nino (Marcorè)! Lui, anche un po’ stupidamente, insegue il mito del cinema. Fissato col “divo” Enzo Fiermonte (“L’ultimo combattimento”, “Spie tra le eliche”), ruba, truffa, vende anche la madre (Ricciarelli), pur di far fronte alla fame del dopoguerra (siamo nel ’47 a Bologna), ma soprattutto per fare “fortuna” a Cinecittà. La “cattiveria” di Nino è il vero motore del film di Avati. L’altra faccia della medaglia è la “mitezza” di Giordano (Albanese), lo zio folle. Lilliana, rimasta vedova, scrive al cognato Giordano, che vive nella sua terra in Puglia. La sua mente è stata svuotata con “l’elettricità” e lui libera i campi dai residuati bellici. Nino fiuta l’affare, ruba un’auto e porta la madre dallo zio. Una penosa “seconda notte di nozze” attende la donna. Albanese dà il meglio di sé in un ruolo sfumato, delicato e insieme “eversivo”, sul filo del paradosso, ironico e dolce. La Ricciarelli si presta con molto spirito al difficile “sotto tono”, centrale per la vicenda. Apprezzabile il rispetto di Avati per le figure “minori” delle zie di Giordano, le umanissime Angela Luce e Marisa Merlini.

 

Franco Pecori

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18 novembre 2005