La complessità del senso
17 12 2017

Broken Flowers

film_brokenflowers.jpgBroken Flowers
Regia Jim Jarmusch, 2005
Fotografia 
Frederick Elmes
Sceneggiatura Jim Jarmusch
Attori Bill Murray, Sharon Stone, Frances Conroy, Jessica Lange, Tilda Swinton, Julie Dalpy, Jeffrey Wright
Premi Cannes 2005: Grand Prix.

Basti pensare all’effetto che può fare il rivedere sullo schermo, cambiate e nuove, Sharon Stone e Jessica Lange. Il senso di scoprire una realtà diversa e nello stesso tempo una realtà che conosciamo, che per qualche verso ci appartiene, determina il contenuto dell’esperienza. E’ anche il senso del film di Jarmusch. Dal regista ultraindipendente non vi aspettate l’happy-end. E non vi aspettate che vi conduca per mano a seguire una storia bella e confezionata con ingredienti prevedibili. La traccia esistenziale del film è talmente “semplice” che resta difficilissimo da esporre. Ogni atto della vita quotidiana è vivibile e interpretabile da ciascuno secondo un diverso livello di consapevolezza e un diverso orientamento culturale. Don (un Murray nato per la parte) ha un passato ricco di amori in sospeso. E’ restio a riviverli, ma una lettera rosa, misteriosa, lo invita alla ricerca di un figlio avuto da chissà quale delle ragazze conosciute. Don bussa alle porte con in mano dei fiori rosa. E, attonito, fa strane scoperte, come se guardasse il mondo per la prima volta. Un figlio gli sembra di trovarlo, ma forse è solo un’impressione.

Franco Pecori

 

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2 dicembre 2005