La complessità del senso
23 11 2017

La fisica dell’acqua

film_lafisicadellacquaLa fisica dell’acqua
Felice Farina, 2010
Fotografia Pietro Sciortino
Claudio Amendola, Paola Cortellesi, Stefano Dionisi, Lorenzo Vavassori, Lorenzo Pavanello, Samuele Longhi, Francesca Brizzolara, Fabio Ferrari, Anita Zagaria.

Il ritorno dell’Amendola. Dopo Il ritorno del Monnezza (Carlo Vanzina, 2005), Claudio Amendola si cimenta ancora in un film, questa volta più impegnativo. Farina giustifica così la scelta dell’attore per il ruolo di protagonista: «Se Claudio fosse uno dei quattro elementi, sarebbe la terra. Quando è davanti alla cinepresa infatti è ben piantato a terra e questo fa sì che la sua figura parli in modo forte e naturale. Ho pensato che questo era importante per il tormentato personaggio che c’era da mettere in scena, per creare il contrasto, lo sdoppiamento che lo possiede». Non abbiamo visto alcun contrasto. Amendola sembra non recitare, il personaggio risulta trasparente. Nessun mistero, meno che mai psicologico. Tanto che tocca al piccolo Vavassori prendersi il peso del primo ruolo, con risultato non esaltante per il film: non per demerito dell’attore bambino ma per il carico eccessivo che la sceneggiatura riversa su di lui non assistita da un adeguato lavoro di sfumature espressive da parte della regia. In uno psicothriller è quasi inutile l’articolazione del racconto in scene che si incastrano in funzione esplicativa fino a divenire didascaliche. E non raggiunge lo scopo di creare una qualche suspense nemmeno la fotografia netta e limpida che non lascia dubbi ai tagli dell’inquadratura. Inutile, così, anche l'”umanità” della Cortellesi, appiattita perfino rispetto a certe sue uscite comiche televisive. Qui l’attrice finisce per fare da “cuscinetto”, morbido e duttile, al contrasto che, sulla carta, dovrebbe svilupparsi tra suo figlio Alessandro, di 7 anni, e il fratello del marito morto qualche anno prima in un incidente casalingo. Il bambino odia istintivamente lo zio, il quale si ripresenta nella casa in riva al lago dove Alessandro vive con la madre Giulia e prospetta alla donna l’intenzione di vendere la propria metà. Non sarà facile convincere soprattutto Alessandro, il quale, invece, va ripescando nella propria memoria le ragioni dell’antipatia per Claudio. Il lato più debole del film sta nell’intenzione allucinatoria, visivamente non riuscita, di tale ricerca interiore per nulla emozionante.

Franco Pecori

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30 aprile 2010