La complessità del senso
23 09 2017

Fuori controllo

film_fuoricontrolloEdge of Darkness
Martin Campbell, 2009
Fotografia Phil Méheux
Mel Gibson, Ray Winstone, Danny Huston, Bojana Novakovic, Shawn Roberts, Caterina Scorsone, Denis O’Hare, Jay O. Sanders, Gbenga Akinnagbe, David Aaron Baker, Tom Kemp.

Memoria televisiva. Campbell, dopo il grande successo di Casino Royale (2007), rielabora per il cinema una serie della Bbc, risalente ad oltre 20 anni fa. E sceglie Gibson per il ruolo di protagonista, trasformando il poliziotto duro, spietato e “spettacolare” di Arma letale in un esperto detective della omicidi, onesto e amoroso padre single. Thomas Craven/Gibson, subisce un profondo e inaspettato trauma per l’uccisione di Emma/Novakovic, la figlia ventiquattrenne venuta a trovarlo a Boston in una rara pausa del proprio lavoro presso la Northmoor, società privata di ricerche sotto copertura governativa. Thomas, il quale non ha mai smesso di “sognare” la sua bambina, i suoi giochi con lui in riva al mare, oltre ad essere colpito dalla strana morte violenta della ragazza viene incuriosito dagli indizi che man mano vanno a comporre un quadro a dir poco sorprendente della vita di Emma. Qui entra la componente politica del racconto. E mentre la sostanza narrativa del padre alla ricerca del colpevole che ha distrutto i suoi affetti più cari poteva sembrare scontata, l’attualizzazione del tema britannico/tatcheriano anni Ottanta (il pericolo nucleare) assume connotati così rilevanti da portare in primo piano l’inquietante ipotesi di un affarismo internazionale cinico fino al rischio dell’autodistruzione. Veniamo a sapere – e ovviamante non possiamo rivelare tutto – che Emma aveva scoperto all’interno della Northmoor un terribile intreccio “industriale” sconfinante, per così dire, nei territori della jhad islamica. L’ipotesi che un certo traffico, tanto paradossalmente ignobile, potesse riguardare i destini stessi del Paese ha trasposto il genere del film fino a sbilanciarlo verso problematiche forse troppo importanti. Procedendo l’indagine, le crescenti difficoltà di Craven (scontri fisici e a fuoco) si fanno sempre più esterne al suo mondo e il ruolo dei “cattivi” (Bennet/Huston il capo della Northmoor e Jedburgh/Winstone il misterioso ripulitore di prove) non è che la contrapposizione scontata, anche se ben rappresentata, ad una minaccia di ben più ampia portata. Il finale un po’ vago è la conseguenza di tale sbilanciamento. A Thomas non resta che continuare a “sognare” Emma. Sua figlia gli sarà sempre accanto, pure se l’immagine sfuma in una specie di aldilà. Va sottolineata la buona prova d’attore di Mel Gibson, poliziotto umano e credibile in un contesto purtroppo verosimile.

Franco Pecori

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19 marzo 2010