La complessità del senso
20 11 2017

Lady vendetta

film_lady_vendetta.jpgChin-Jeol-han Geum_ja-ssi
Park Chan-wook, 2005
Lee Young-ae, Choi Min-sik, Kwon Yea-young, Kim Si-hu, Nam Il-woo.

In primo piano lo stile. Il regista coreano Park Chan-wook, sulla scia del successo di “Old Boy”, insiste nel cercare la chiave estetica per contenuti forti su problematiche della società attuale. Qui il sentimento-guida è la voglia di vendetta per una necessità di espiazione. La “dolce” Geum-ja, ne è attanagliata, dopo i 13 anni di carcere per aver rapito e ucciso un bambino. Il “nemico” su cui riversare la rabbia è un ex-insegnante. Lady Vendetta userà metodi raffinati. C’è un’inquadratura che allude in modo chiaro allo stile di Park Chan-wook nel raccontare la vicenda di Lady Vendetta. Il dettaglio di un dizionario mostra la parola “ellissi”. E proprio nel complesso intreccio di spazi e tempi, che sfiora a tratti la frammentazione, il regista trova il modo di esprimere la sua tormentata visione del mondo. La ricerca parossistica della purezza, del candore, fa da contraltare, in Lady Vendetta, alla rabbia esplosiva che guida l’azione del personaggio. E sulla base di tale conflitto la protagonista chiama lo spettatore alla “simpatia” per il suo agire violento. Una simpatia difficile, al di là dello stile.

Franco Pecori

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6 gennaio 2006