La complessità del senso
20 11 2017

Orgoglio e pregiudizio

film_orgoglio_e_pregiudizio.jpgPride and prejudice
Joe Wright, 2005
Keira Knightley, Matthew Macfadyen, Brenda Blethyn, Donald Sutherland.

Prima metà dell’Ottocento, campagna inglese. L’aristocrazia è impegnata in balli, ricevimenti, combinazione di matrimoni. Le ragazze di rango inferiore aspirano a salire il gradino. La signora Blethyn ne ha da sistemare cinque. Joe Wright, premiato regista di miniserie televisive, traduce per il grande schermo il romanzo di Jane Austen (Pride and prejudice,1813), scrittrice di straordinarie doti di psicologa e dallo stile levigato e ironico. Il film che ne risulta ha il merito di oltrepassare l’involucro formale e di trasmettere autentiche emozioni. Il linguaggio che si parla, nel film come nel romanzo, è del tipo che per rispondere “sì” a una domanda, la madre delle 5 ragazze dice: “Sono venuta a conoscenza di tale circostanza”. Ma siamo in Inghilterra e, dietro alla quintessenza della maniera, si può trovare anche l’orgoglio di una giovane (Lizzie/Knightley), capace di riscattare il proprio livello sociale, sfondare il muro del pregiudizio e conquistare l’amore del più bello e del più ricco. (Darcy/Macfadyen). La trama è alquanto più complessa, ma nel film conta di più l’estetica, che arriva al cuore attraverso i volti e le azioni dei personaggi.

Franco Pecori

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3 febbraio 2006