La complessità del senso
17 10 2017

Transamerica

film_transamerica.jpgTransamerica
Duncan Tucker, 2004
Felicity Huffman, Kevin Zegers, Fionnula Flanagan, Elizabeth Pena,
Graham Greene, Burt Young.

Una volta si scherzava, con Lemmon, Curtis e Monroe (A qualcuno piace caldo, 1959); poi, con Hoffman (Tootsie, 1982), si entrò nel dramma. Ma lo scambio di ruoli uomo/donna restò comunque al “travestimento”. Qui passiamo al tema “transessuale” e il corpo si unisce allo spirito in modo più profondo. La grande interpretazione di Huffman (Golden Globes) è tutt’uno col film, ne manifesta l’essenza, gestendo magistralmente il sentimento/necessità di essere donna in un contesto come la provincia americana. Ci voleva humor. Immersa nella “normalità” della vita regolare, la decisione di Bree di sottoporsi all’intervento che la renderà donna non è facile. Il suo problema è di non essere un’eccezione. Ma scopre di avere un figlio e deve anche pagare una cauzione per farlo uscire dal carcere. Bree ha studiato antropologia, ma il “paesaggio” culturale che deve attraversare per raggiungere la sua meta costituisce un confronto durissimo. La sceneggiatura non la fa sentire sola, equilibrando compiutamente il rapporto col ragazzo (bravo Zegers) da “educare” e dosando psicologia e comportamenti secondo il giusto svolgimento della vicenda. Un sorriso e una lacrima.

Franco Pecori

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10 febbraio 2006