La complessità del senso
17 10 2017

Un giorno per sbaglio

film_un_giorno_per_sbaglio.jpgSeparate Lies
Julian Fellowes, 2005
Emily Watson, Tom Wilkinson, Rupert Everett, Linda Bassett,
Hermione Norris.

 “Fallisco ogni volta che mi metti alla prova, ma tu non smetti di farlo. Perché?”. “Non lo so”. Battute centrali tra Anne e James, moglie e marito dell’alta borghesia inglese, sul cui gioco di ambiguità è basato il film di esordio nella regia di Fellowes, lo sceneggiatore premio Oscar di “Gosford Park” (Altman). L’ambientazione, precisata nei dettagli, non imprigiona però la storia in un discorso sociologico. Prevale l’esposizione della plurivalenza delle situazioni, oggettive e interiori, per cui ogni particolare della vita appare come un nodo da sciogliere. Nessuno è veramente cattivo o buono, ciascuno ha le sue ragioni. E’ la vita a essere complicata. James, procuratore di successo, è sicuro dei suoi princìpi, ma um giorno, “per sbaglio”, la sua Anne ne combina una di troppo e la pentola si scoperchia. Una commedia. Poi la commedia diventa giallo, con tanto di segugio sulle tracce del colpevole. La profondità dei caratteri non viene mai persa di vista. Anche Bill/Everett, l’amante “antipatico”, ha un suo risvolto “umano”. Ma il capolavoro è la Watson, la cui maschera è perfettamente “indefinibile”. Sentimento e crimine, il confine non è poi sempre così netto. A volte, basta un piccolo “sbaglio”..

Franco Pecori

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10 marzo 2006