La complessità del senso
21 09 2017

Inside man

film_insideman.jpgInside man
Spike Lee, 2006
Denzel Washington, Clive Owen, Jodie Foster, Chiwetel Ejiofor,
Willem Dafoe, Christopher Plummer.

 “Quando il sangue scorre per le strade è il momento di comprare”. Parole di un Rothschild. Le ebbe presenti Arthur Case (Plummer), quando decise di fare “affari” con i nazisti, durante l’olocausto. Ora è presidente di una grande banca. E una delle sue agenzie è nel mirino di un esperto in grossi colpi, Dalton Russell (Owen). All’inizio Dalton, in cella, introduce il racconto. Altro che una “semplice” rapina. Al detective Frazier (Washington) toccherà trattare con un criminale barricato nell’agenzia insieme a 50 ostaggi. A prima vista, cominciando dai titoli di testa, sembra che Spike Lee abbia soprattutto tirato a lucido gli stereotipi del thriller, con tagli al millesimo su tutti gli ingredienti. Poi però l’occhio si muove più in profondità, lo spettacolo si fa anche “interiore” e la trama si infittisce. Entra in azione Madeline White (Foster), gelida mediatrice, in difesa di un segreto che Case vuole portarsi nella tomba. Il duello rapinatore-detective è un raffinato scontro di intelligenze, impegnate a risolvere, senza troppi scrupoli, anche questioni personali. Un inferno di calcoli spietati in un teatro dalle verosimiglianze impressionanti.

Franco Pecori

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7 aprile 2006