La complessità del senso
25 09 2017

Rent

film_rent.jpgRent
Chris Columbus, 2005
Rosario Dawson, Adam Pascal, Idina Menzel, Anthony Rapp,
Tracie Thoms, Jesse L. Martin,Wilson J. Heredia, Taye Diggs,
Aaron Lohr, Wayne Wilcox.

Il musical di Jonathan Larson, carico del Pulitzer 1996 e di altri prestigiosi premi, arriva sullo schermo dopo uno strepitoso successo a Broadway e con l’alone di un esistenzialismo newyorkese, che veste di “Bohème” la creatività, la povertà e la malattia (Aids) d’un gruppo di giovani dell’Est Village, “disagiati” dall’alienazione forzosa dell’essere-ciò-che-si-è (“I am what i am”). Columbus passa da Harry Potter a Rent con la disinvolta coscienza del regista filosofo (filosofia del successo). I ragazzi del film, disperati alla ricerca di sé con la sola arma dell’amore in una società spietata e confusa, sono quasi tutti gli stessi dello spettacolo teatrale (giusta scelta) e così fanno bene ciò che in un musical dev’essere ben fatto: cantare e ballare. Rosario Dawson nella parte di Mimì si integra bene nel feeling collettivo. Quanto al tema, l’inesauribile sete di sincerità dei giovani, “immadiatezza” e “profondità” contrasterebbero in un discorso filosofico. Ma qui “L’unico giorno è oggi” non è che la “filosofia dell’età del computer” e i ragazzi cantano “apriamo un ristorante a Santa Fé”. Eistenzialismo di fine millennio.

Franco Pecori

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21 aprile 2006