La complessità del senso
16 12 2017

Il regista di matrimoni

film_il_regista_di_matrimoni.jpgIl regista di matrimoni
Marco Bellocchio, 2006
Sergio Castellitto, Samy Frey, Donatella Finocchiaro, Gianni Cavina, Maurizio Donadoni, Bruno Cariello.

Il regista (di matrimnoni) con i pugni in tasca (ancora). Suggestioni e temi ad ogni sequenza. Trama non facilmente semplificabile (come invece per “Buongiorno, notte”). Sembrerebbe che il regista Elica (un Castellitto contenuto, efficace e spiritoso, specie nei momenti allusivi) voglia soprattutto andare via dal matrimonio cattolico della figlia e dall’incarico di realizzare l’ennesima edizione dei Promessi sposi. Va in Sicilia e però l’incontro con un regista di matrimoni si rivelerà moltiplicatore di crisi. Il film diviene disuguale, alterna passaggi di ricerca “profonda” a didascalie provocatorie, spezzando il feeling in una serie di stop-and-go intellettuali. Troppo esemplare, fastidiosa, la parte dell’amico ritrovato, Smamma (Cavina), complessato dal mancato riconoscimento della propria arte (“Comandano i morti”); e incerta l’identificazione della Sicilia “decaduta” nella storia visionaria del matrimonio di Bona, figlia del Principe di Gravina. Più ragionevole il tema “Promessi/matrimoni”: come svolgerlo senza subire le attese stereotipe del “cliente”. Il Principe a Elica: “Ma lei è un artista o fa la pubblicità dei cioccolatini?”.

Franco Pecori

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21 aprile 2006