La complessità del senso
22 09 2017

Tra le nuvole

film_tralenuvoleUp in the air
Jason Reitman, 2009
Fotografia Eric Steelberg
George Clooney (Ryan Bingham), Vera Farmiga (Alex), Anna Kendrick (Natalie), Jason Bateman (Craig Gregory), Danny McBridge, Melanie Lynskey, Steve Eastin, Chris Lowell, Adam Rose, James Anthony, Dave Engfer, Lauren Mae Shafer, Doug Fesler.
Roma 2009, concorso.

Dieci milioni di miglia in volo è un traguardo che Ryan (Clooney) ha atteso di raggiungere da quando ha intrapreso la carriera di “tagliatore di teste”, un mestiere antipatico, si deve andare nelle aziende a licenziare le persone. I singoli colloqui richiedono una tecnica professionale per niente facile. Per questo Ryan tiene anche conferenze e lezioni spostandosi di hotel in hotel da un punto all’altro degli Stati Uniti. È una vita che egli ha scelto, avendo capito che le normali attività degli altri, comprese quelle che riguardano la famiglia e i rapporti interpersonali, sono niente altro che un bagaglio troppo ingombrante, costrizioni che impediscono di sentirsi liberi e “leggeri”. La rappresentazione di tutto questo è affidata ad una sceneggiatura “di ferro” (Jason Reitman, Sheldon Turner), una macchina perfettamente funzionante che riproduce con spirito (fino alla risata) particolari e dettagli ricorrenti e significativi, stimolando la curiosità dello spettatore nello scoprire di attimo in attimo le eccezioni, le novità rispetto alla condizione “frequentativa”. In seconda lettura, Tra le nuvole si può considerare come un film sul frequentativo, un invito a vedere ciò a cui normalmente non facciamo caso. E seguendo le lezioni e le prestazioni di Ryan ci viene voglia di svuotare anche il nostro zaino, il bagaglio “inutile” che ci portiamo sulle spalle ogni giorno. Poi, la sorpresa. In azienda arriva una donna giovane e rigida, una di quelle persone che, non essendosi ancora misurate con la realtà credono di avere il metodo finalmente giusto. Natalie (Kendrick) è destinata a sperimentare le difficoltà del ruolo, accanto ad un “maestro” come Ryan, il quale nel frattempo non perde il gusto della frequentazione erotica, agganciando con aria casuale la bella viaggiatrice Alex (Farmiga), anche lei, in apparenza, vagolante tra le nuvole. Si va profilando in maniera sempre più netta la funzionalità del doppio incontro, molto diverso quanto a fisicità e simpatia, ma risolutivo per il senso che Ryan  potrà dare alla propria vita. Il tagliatore di teste comincia ad avere i primi sintomi di stanchezza e invita Alex, così per compagnia, perfino al matrimonio della sorella che non vede da tempo immemorabile. È un accenno di rientro in famiglia (con la irresistibile scena dello sposo pentito, che Ryan è chiamato a convincere di rinunciare alla sua improvvisa rinuncia), che poi si preciserà meglio quando la novizia Natalie subirà il trauma del suicidio (preannunciato durante il colloquio e quindi eseguito) di una donna da lei appena licenziata. Il cinico professionista, nel bel mezzo della solita lezione dello zaino da svuotare, si blocca e fugge dal palco. Lo vediamo correre da lei, da Alex. Bussa alla sua porta. Le dirà che la ama e che la vuole con sé? La porta si apre, dietro alla donna bambini corrono giocando per le scale. Una voce maschile chiede: “Alex, chi è?”. “Niente, uno che ha sbagliato indirizzo”, risponde decisa Alex. Diritto e rovescio della vita tra le nuvole. Molto divertente. Attuale in tempo di crisi. Attori tutti bravissimi.

Franco Pecori

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22 gennaio 2010