La complessità del senso
23 11 2017

Amelia

film_amelia1Amelia
Mira Nair, 2009
Fotografia Stuart Dryburgh
Hilary Swank, Richard Gere, Ewan McGregor, Chistopher Eccleston, Joe Anderson, Cherry Jones, Mia Wasikowska.

Avventura e passione sono gli ingredienti del racconto in chiave femminile che la regista indiana Mira Nair unisce nel film per restituirci un sogno di affermazione attraverso una metafora di stampo neoromantico giustamente “raffreddata” nello stile composto (internazionale) che distingue i suoi film (Matrimonio indiano, La fiera della vanità, Il destino nel nome). La carica emozionale viene dalla figura mitica della protagonista, Amelia Earhart. Interpretata da una Hilary Swank ancora una volta perfetta (indimenticabile la sua Maggie di Million dollar baby), l’eroina degli anni della Grande Depressione americana trasmette il senso di uno sguardo positivo verso la vita che ne fece il simbolo della volontà di tutta una nazione. E non fu certo estranea l’idea del volo. Il film si apre appunto con Amelia che sale sull’aereo per tentare, pilota solitaria, il giro del mondo. È il 1° giugno 1937. L’esito di quel volo lo vedremo alla fine. Da questo momento si torna indietro, a ripercorrere il cammino trionfale della donna che indicò a tutti la via del coraggio e del sentimento profondo dell’avventura. Dalla trasvolata del Pacifico del 1928 in poi, per Amelia sarà tutta una serie di successi, preparati con estrema cura e raggiunti con fermezza di nervi. Questo non significa che nel fenomenale pilota donna non battesse anche un “cuore” appassionato: amò profondamente George P. Putnam (Gere), l’uomo che investì in lei soldi e capacità imprenditoriali contribuendo alla costruzione mediatica del mito. E amò, senza tradire veramente George, il suo vecchio amico e pilota Gene Vidal (McGregor). «Libera di vagabondare nell’aria», Amelia realizza il suo miraggio, grazie all’emozionante maschera della Swank e grazie alla propensione estetica della regista, brava nel cogliere i momenti di poesia tracciati dai contatti “intimi” della donna pilota con il mondo visto in volo, attraverso il vetro del bimotore: «Nessun confine, soltanto orizzonti, libertà». La presenza di Richard Gere serve soprattutto a mantenere nella storia, tra un volo e l’altro, il collegamento dello slancio vitale di Amelia con il contesto dell’epoca. Stampa e pubblicità ebbero un ruolo non secondario.

Franco Pecori

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23 dicembre 2009