La complessità del senso
20 11 2017

Il diavolo veste Prada

film_il_diavolo_veste_prada.jpgDevil Wears Prada
David Frankel, 2006
Meryl Streep, Anne Hathaway, Simon Baker, Stanley Tucci, Emily Blunt, Adrian Grenier, Tracie Thomas.

Che meraviglioso mondo, la moda! Migliaia di ragazze ucciderebbero per essere assistenti di Miranda Priestly, direttrice di Runway, la bibbia della moda a New York. La grande interpretazione di Streep dà sostanza all’approccio un po’ risaputo di Frankel, trasformando il sadismo della donna in una “necessità” profonda, tutt’altro che “disumana”. Ne viene a sapere qualcosa Andy (Hathaway), brillante giovane fresca di studi e aspirante giornalista. Il suo impatto con la frenesia imperativa di Miranda è tremendo. Riuscirà la ragazza a trasformarsi in “funzione” degna del rigido programma di vita che regola le giornate di Miranda? Andy dovrà mettere in gioco la sua vita privata, il rapporto col suo fidanzato, superare alcune durissime prove “pratiche”. E alla fine, potrebbe farcela. Diciamo potrebbe per non rivelare la soluzione della vicenda. La complessità della moda, del tema e dei suoi aspetti anche “scenici”, è ben resa dalla regia, “moderna e contemporanea”. Il pregio maggiore del film sta comunque nel risvolto “privato” di Miranda, nella capacità della terribile manager di cercare l’accordo, nella sofferenza, del lavoro e del privato. Sofferenza e drammatica sconfitta. 

Franco Pecori

 

Print Friendly

13 ottobre 2006