La complessità del senso
22 11 2017

A Scanner Darkly

film_scannerdarkly.jpgA Scanner Darkly
Richard Linklater, 2006
Keanu Reeves, Robert Downey Jr., Woody Harrelson, Winona Ryder, Rory Cochrane, Mitch Baker, Marco Perella.

“Interpolated rotoscoping”, si dice così. Un oscuro scrutare, girato normalmente con gli attori veri, viene poi rilavorato al computer e i personaggi diventano figure animate, “misteriose” parvenze paranoiche. Linklater lo aveva già fatto in “Waking Life” (2001), ma qui il procedimento si integra più a fondo col tema del romanzo di fantascienza di Philip K. Dick: l’uso delle droghe cambierà il nostro modo di “vedere” il mondo, saremo capaci di “scannerizzare” anche il nostro interno? Si comincia con una banale missione “sotto copertura”. Tocca a Bob/Reeves la parte del poliziotto con incarico speciale, che va alla guerra contro la droga. Sin dall’ inizio, sente che la missione può nascondere particolari insidie, nonostante la “copertura” gli garantisca la cecessaria protezione. Ma si tratta pur sempre di spiare i suoi amici. E quanto più l’indagine si fa “interna”, e cioè interiore, tanto più diventa difficile distinguere il reale, l’autentico. Infine, Bob si troverà a fare i conti con se stesso. Per fortuna, con umorismo. Efficace la traduzione grafica del tema filosofico. Pertinente l’oppressione che ci prende nel sentirci anche noi prigionieri della strana animazione.

Franco Pecori

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20 ottobre 2006