La complessità del senso
19 11 2017

Babel

film_babel.jpgBabel
Regia Alejandro  González Iñárritu, 2006
Sceneggiatura Guillermo Arriaga
Fotografia Rodrigo Prieto
Attori Brad Pitt, Cate Blanchett, Gael  García Bernal, Kôji  Yakusho, Rinko  Kikuchi, Adriana  Barraza, Boubker  Ait El Caid, Said  Tarchani, Nathan  Gamble.
Premi Cannes 2006, Alejandro  González Iñárritu: re

Si esce impauriti, un po’ come per “21 grammi”. Il messicano Inarritu continua a voler cucire col filo del fatalismo pessimista il destino dei contemporanei. Qui l’impressione è di un rapporto col “reale” più diretto, ravvicinato: il mondo funziona così e, se per caso, alcune coincidenze negative si verificano, può finir male, per alcuni o anche per tutti. Solo in una cosa si può sperare, che gli affetti più intimi, familiari, resistano al “diluvio universale” del mondo “cattivo”, di questa Babele in cui siamo immersi. La Babele non è solo dei linguaggi. Le quattro storie intessute l’una nell’altra, in Marocco, a Tokyo, nel deserto messicano, in California, nutrono in sé un misterioso e tragico imbarazzo situazionale. I personaggi – una coppia americana (Pitt-Blanchett), la governante (Barraza) dei loro figli, la giovane giapponese (Yakusho), i bambini marocchini e il loro padre -, esemplari nelle differenze, soffrono di un dolore, diverso e comune, che ne esalta la solitudine. Retorico nell’assunto, precisato e ripetuto più volte, il film è pregevole nella regìa in senso tecnico (Palma d’oro a Cannes), laddove la “passione” prevale sul “progetto”.

Franco Pecori

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27 ottobre 2006