La complessità del senso
19 11 2017

Uno su due

film_uno_su_due.jpgUno su due
Eugenio Cappuccio, 2006
Fabio Volo, Anita Caprioli, Ninetto Davoli, Giuseppe Battiston, Tresy Taddei, Agostina Belli, Paola Rota, Francesco Crescimone, Emanuela Spartà, Luca Martella, Pino Calabrese.

Cappuccio riprende e continua il discorso avviato con Volevo solo dormirle addosso, “sperimentando”, come in laboratorio, le reazioni che si possono verificare in una persona al sopraggiungere di una modificazione importante del suo stato di vita. Vita di oggi, selezionata a livello medio. Il precedente era il caso di un “formatore” del personale in un’azienda, il quale improvvisamente veniva incaricato della riduzione drastica dell’organico, con conseguente ribaltamento della prospettiva nei rapporti interpersonali.  Ora il regista accentua il carattere interiore del racconto. Si parte comunque da un personaggio non propriamente positivo: avvocato, arrogante e senza troppi scrupoli, Lorenzo (Volo) sta per tuffarsi in un affare poco chiaro con alcuni russi. Ma ecco che un malessere lo colpisce. Sviene e si ritrova in ospedale. La biopsia stabilirà se si tratta di un tumore al cervello. Scatta il tempo dell’attesa e tutto cambia, a cominciare dal rapporto con Giovanni, il vicino di letto, camionista (un Davoli bravissimo, rimesso “a nuovo”) dall’animo sensibile più di quanto sembri in superficie. Il male, per paradosso, schiarisce le zone oscure dell’animo di Lorenzo, il quale abbandona la propria rigidità e si scioglie ai sentimenti comuni, si riavvicina alla sorella, riconsidera la presenza della fidanzata, e soprattutto fa in modo che la figlia di Giovanni vada a trovare il padre prima che sia troppo tardi. L’evoluzione, non facile da rappresentarsi, produce alcuni momenti spiccatamente poetici. A volte, invece, si avverte il rischio della didascalia. Nel complesso, un lavoro “onesto”, che non vuole mostrare più di quanto voglia dire. Se ne ricava un senso di amarezza mista a speranza: che l’umanità di ciascuno si preservi, pur nel contesto triste della vita qual’è attualmente.

Franco Pecori

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2 marzo 2007