La complessità del senso
23 09 2017

L’amico di famiglia

film_l_amico_di_famiglia.jpgL’amico di famiglia
Paolo Sorrentino, 2006
Giacomo Rizzo, Laura Chiatti, Gigi Angelillo, Marco Giallini, Clara Bindi, Barbara Valmorin, Fabrizio Bentivoglio.

“Il mio ultimo pensiero sarà per voi”, è il modo di dire che ha Geremia, per dimostrare premura a quanti si affidano a lui e fanno conto che sia un “amico di famiglia”. Falso, perché Geremia è usuraio e pensa al proprio interesse. Ma anche vero, perché l’interesse non è tutto per lui. Nella sua misera vita, Geremia cova un rancore profondo verso chi lo ha fatto così poco “aggraziato”; e coltiva un disperato desiderio d’amore, disposto a perdersi per un brivido di “paradiso”. E c’è, disponibile, una perversa “sposina” di provincia. Cinico, ironico, Geremia. Siamo così “cattivi” anche noi? Sorrentino conferma le sue doti di osservatore implacabile di persone e cose. Bravo a dare il senso di un mondo senza orizzonte. Ma qui la volge in commedia e, alla fine, sentiamo che forse noi siamo anche peggiori di Geremia. Sarà “colpa” della magistrale prova d’attore di Rizzo, che trasfigura in personaggio vivente una caratterizzazione vagamente felliniana. Bene accolto a Cannes, il film segue un filo interiore, “di poesia”. Non trova però il coraggio di mantenere lo stile sul livello del protagonista. Il quale, per esistere non ha bisogno di figurine di contorno. Un grande film mancato.

Franco Pecori

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10 novembre 2006