La complessità del senso
22 11 2017

L’uomo che fissa le capre

film_luomochesiffalecapreThe Men Who Stare at Goats
Grant Heslov, 2009
Fotografia Robert Elswit
George Clooney, Jeff Bridges, Ewan McGregor, Kevin Spacey, Nick Offerman, Tim Griffin, Waleed F. Zuaiter, Robert Patrick, Rebecca Mader
Venezia 2009, fc

Con una maschera a metà tra Errol Flynn e Clark Gable, Clooney fa il soldato americano pazzo in una storia “vera” che sembra inventata. Divertente. Siamo nella commedia feroce, sceneggiata da Grant Heslov, lo stesso di Good night, and Good Luck. La materia è anche qui seria ma, tratta dal libro omonimo del giornalista e documentarista Jon Ronson (Einaudi), è versata sul ridere. La linea è della presa in giro di certe assurde “ingenuità” dei militari (e si presume dei politici che li governano), allucinati da utopie paradossali in cui si mescolano i retaggi malefici del Vietnam con le reazioni filosofiche di tipo New Age. E il tutto si proietta sul malessere “post-iracheno” e “post-11 settembre”. Insomma è un’America che ride per non piangere. Il film, primo lungometraggio di Elswit, a tratti esilarante, non è pienamente risolto proprio nella sceneggiatura, la quale soffre dei continui – e pur fantasiosi –  flashback, per spiegare come si sia potuti giungere a quote di surrealismo visionario così stupido da sembrare impossibile. Guida il racconto Bob Wilton (McGregor), giornalista in cerca di riscatto dal “tradimento” della moglie. L’Iraq gli sembra l’ideale. Vorrebbe scrivere una storia sugli appalti per la ricostruzione, ma incontra Lyn Cassady (Clooney), detentore e rivelatore di segreti sulle attività “sperimentali” dell’esercito. Da questo momento la vita di Bob diventa un “inverosimile” intreccio di vere disgrazie e di assurde fantasie. Qualcuno ha pensato di addestrare una legione di “monaci guerrieri”, soldati che invece delle armi tradizionali usano i poteri straordinari della mente. Per esempio, sono capaci di far stramazzare al suolo una capra semplicemente puntandole gli occhi contro e, di conseguenza – spiega Lyn allo sbalordito Bob – possono arrivare a combattere il nemico senza sparare un colpo. Quando però si presenta l’occasione di metterla in pratica, la strategia del New Earth Army si dimostra parecchio inadeguata. Dev’essere colpa degli insegnamenti fasulli di Bill Django (Bridges), il quale nell’addestrare i suoi “monaci” ha forse esagerato nelle reminiscenze hippy. Fatto sta che ora è scomparso e quando, dopo una dura esperienza nel deserto iracheno, i nostri due eroi lo rintracciano si trovanno di fronte ad un’amara sorpresa.  Bill è stato assorbito nel campo di addestramento clandestino di Larry Hooper (Spacey, bravissimo), scrittore di fantascienza fallito e finalmente realizzatosi nella gestione di truppe super attrezzate per gli scontri più violenti. Quindi nessuna speranza? Nessuna, se non si uscirà da certe follie, che sembrano inventate ma hanno un fondo di solida verità. Oppure, si diano pieni poteri alle paciose intenzioni della mente. «Se vuoi cambiare il mondo devi cominciare a cambiare gli eserciti».

Franco Pecori

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6 novembre 2009