La complessità del senso
19 11 2017

Flags of Our Fathers

film_flags-of-our-fathers.jpgFlags of Our Fathers
Clint Eastwood, 2006
Ryan Phillippe, Jesse Bradford, Adam Beach, John Benjamin Hickey, John Slattery, Barry Pepper, Jamie Bell, Paul Walker, Robert Patrick.

Lo Spielberg del Soldato Ryan e l’Eastwood di Mystic River e di Million dollar fanno qui una splendida coppia di produttori, per un film doloroso sulla seconda guerra mondiale e sull’immagine mitica che di essa ebbero allora gli americani rimasti a casa, genitori e parenti degli “eroi” al fronte. Lo zoom sull’episodio della conquista del monte Suribachi, nell’isola giapponese di Iwo Jima, si trasforma in una specie di flash-back circolare, nel ricordo/svelamento dei sopravvissuti. E ora, in particolare, un figlio vuole sapere dal padre come andarono le cose. L’andamento rapsodico del racconto, senza nulla togliere alla crudezza della battaglia, dà alle scene il senso di una riflessione pacata e non superficiale. L’impressione complessiva è di un lavoro storico vero e proprio, che ci ridà il pieno valore dei fatti. Quel clic di Joe Rosenthal, con la bandiera issata da sei soldati che nemmeno si riconoscono facilmente, rivela tutto il suo potere simbolico: l’eroismo, la vittoria. Ma “la guerra non è così”, dice Eastwood. E lo dice col suo stile corposo, severo, pulito di retorica, verosimile.

Franco Pecori

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10 novembre 2006