La complessità del senso
24 09 2017

Marie Antoinette

film_marie_antoinette.jpgMarie Antoinette
Sofia Coppola, 2006
Kirsten Dunst, Jason Schwartzman, Marianne Faithfull, Rip Torn,
Judy Davis, Steve Coogan, Molly Shannon, Shirley Henderson,
Asia Argento, Jamie Dornan, Rose Byrne, Sebastian Armesto.

“Lost in translation 2”? E’ la prima cosa che viene in mente. Ne consegue che lo sguardo della Coppola sulla regina bambina, austriaca “sperduta” in Francia, non va letto come un'”operazione” o semplicemente come una delle possibili “riletture” attualizzanti di un pezzo di storia. Il film non è che una conferma della poetica della regista, sensibile ai fattori stranianti di ogni occasione d’incontro. Qui l'”incontro” è a Versailles, nel 1768. La storia? Sarà il caso si studiarla sui testi appropriati. La decadenza di una grande monarchia, la ghigliottina, la rivoluzione francese: non è Sofia Coppola che ce le deve spiegare. Invece, dall’autrice di “Lost” prendiamo l’estetica di uno straniamento sottile e intenso, qui espresso negli sfarzi della “corte” e nella loro distanza dalla vita, nei comportamenti irrigiditi nel codice di un tramonto definitivo, che rende incomprensibile, incomunicabile il disagio degli uni agli altri. Perfetta la scelta della Dunst, che presta il volto senza “immedesimazione”, come fosse sola con sé, ascoltando in cuffia musica di consumo.

Franco Pecori

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17 novembre 2006