La complessità del senso
20 09 2017

A serious man

film_aseriousman1A Serious Man
Joel Coen & Ethan Coen, 2009
Fotografia Roger Deakins
Michael Stuhlbarg, Richard Kind, Fred Melamed, Sari Lennick, Aaron Wolff, Jessica McManus, Peter Breitmayer, Brent Braunschweig, David Kang, Benjamin Portnoe, Jack Swiler, Andrew S. Lentz, Jon Kaminski, Jr., Ari Hoptman, Alan Mandell, Amy Landecker, George Wyner, Michael Tezla, Ronald Schultz, Raye Birk, Simon Helberg, Adam Arkin
Roma 2009, fc anteprima

Non sarà un paese per vecchi, ma continua ad essere uno strano paese. I fratelli Coen si concentrano questa volta sui destini di una famiglia ebraica degli anni Sessanta. Per la precisione siamo nel 1967 e la puntualità dei riferimenti è tale che non sbaglieremo a considerare il film vagamente autobiografico. E spietato. Alla fine, non saremo noi a “bruciare” il film dopo averlo visto: ci pensano direttamente Joel ed Ethan, con spiritosa ferocia, facendo arrivare sulla scena un furioso tornado che spazzerà via i personaggi e le loro vicende. Con il solito stile intinto nell’ironia più rasposa gli autori mettono in situazione la vita travagliatissima di Larry Gopnik (Stuhlbarg), professore di fisica nel tranquillo Mid West. La moglie Judith (Lennick) lo considera inetto e lo lascia per andare con Sy Ableman (Melamed), che invece per lei è “serio”; il fratello Arthur (Kind) non si danna certo per trovare un lavoro e gli si piazza a dormire sul divano. I due figli, Danny (Wolff) e Sarah (McManus), non lo pensano proprio. L’uno ascolta musica con l’auricolare mentre inutilmente l’insegnante scrive alla lavagna parole in ebraico, l’altra progetta di rifarsi il naso e ruba a più non posso dal portafogli del padre. All’università le cose non vanno meglio. La cattedra non è più tanto sicura dopo che qualcuno ha fatto arrivare lettere minacciose e c’è uno studente che gli passa una busta con i soldi nel tentativo di superare l’esame. Nello stesso tempo minaccia di denunciarlo. E la salute? A parte il nervosismo che tutta la montagna di “contrattempi” e fastidi gli crea, lasciando pure stare le provocazioni erotiche di una donna che prende il sole nuda in terrazza, il medico non si mostra per niente tranquillo. Larry vorrebbe tanto raggiungere uno stato di passabile distensione ed essere finalmente “un uomo serio”. Non gli resta che chiedere consiglio ai rabbini. Ne consulta tre, l’uno diverso dall’altro, ma non ottiene risposte utili. L’interpretazione del bravissimo Stuhlbarg fa venire in mente la maschera di Jack Lemmon, insuperato specialista del disagio comico. Per il resto i Coen offrono allo spettatore un repertorio scrupolosamente e argutamente selezionato di gustose osservazioni rituali, buone non solo per la “famiglia ebraica”.

Franco Pecori

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4 dicembre 2009