La complessità del senso
24 09 2017

Diario di uno scandalo

film_diario_di_uno_scandalo.jpgNotes on a scandal
Richard Eyre, 2006
Judi Dench, Cate Blanchett, Bil Nighty, Andrew Simpson, Tom Georgeson, Michael Maloney.

Barbara (Dench) e Sheba (Blanchett), non è certo la battaglia tra Bene e Male. Matura professoressa, temuta a scuola dai ragazzi che vedono in lei la maschera dell’Ordine, Barbara si presenta come la diga che sbarra la strada alla dilagante confusione nell’ istituto St. George. La scena è inglese, la “morale” è tema incerto. La giovane professorezza d’arte ha il volto di un delicato angelo biondo, ma a guardar bene il suo occhio non è limpido. Infatti la donna darà un dispiacere al marito, mettendosi nei guai nientemeno che con uno studente di 15 anni. Scandalo. Ma questo è solo un primo livello. Lo scandalo vero è il ricatto in chiave sessuale, morbosissimo, che Barbara rivolge alla sua collega, fingendo di proteggerla e tentando di farla sua. Una vicenda persino un po’ rozza. Eyre, però, lasciandosi alle spalle disinvoltamente le glorie di una regia teatrale del musical Mary Poppins, si affida alla bravura delle attrici, specialmente della sublime Dench, la cui espressione ambigua, falsamente severa, basta da sola a dare profondità all’imbarazzante vicenda; e alla raffinata collaborazione di Philip Glass, musicista perfetto nel compito di rendere la dimensione interiore, diaristica appunto, dello scandalo. E il risultato si lascia apprezzare proprio in funzione della cifra stilistica più che per il contenuto, indeciso tra genere thriller e dramma psicologico.

Franco Pecori

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23 febbraio 2007