La complessità del senso
22 09 2017

Nativity

film_nativity.jpgNativity
Catherine Hardwicke, 2006
Keisha Castle-Hughes, Oscar Isaac, Shohreh Aghdasloo, Hiam Abbass, Shaun Toub, Ciaran Hinds, Alexander Siddig.

La risposta a “La Passione di Cristo”? Non direttamente. Ma certo, il film di Gibson non ha avuto l’onore, come invece questo di Hardwicke, dell’anteprima mondiale nella Sala Paolo VI, in Vaticano. La texana Hardwicke, che aveva diretto finora apprezzati film di costume giovanile (“Thirteen” e “Lords of Dogtown”), affronta la storia della nascita di Gesù. E sembra di vedere l’altra faccia della medaglia, dove si prefigura una famiglia tipo, fondata su genitori “santificati” dal sugello esplicito dell’Angelo Gabriele. La vicenda di Giuseppe e Maria, di Erode, dei Magi, del bue e dell’asinello nella grotta di Betlemme è rappresentata secondo la mitologia iconologica di tradizione popolare, come dire: tutta la verità con le immaginette del Natale. La rappresentazione raggiunge livelli di perfetta osservanza, evidenziando implicitamente una stridente diversità con l'”oscenità” dei momenti forti di “The Passion of the Christ”. Del mistero dell’Annunciazione resta la bontà di Giuseppe, che dice a Maria: “Tu sei mia moglie. Io sono tuo marito. E questo è tutto ciò che gli altri devono sapere”. “Un uomo buono, un uomo forte”, aveva detto di lui sua madre.

Franco Pecori

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1 dicembre 2006